domenica 12 agosto 2012

“Amore perfetto, relazioni imperfette”


…una bella lunga citazione liberamente tratta da “Evolvere rimanendo insieme” di E. Giusti ed E. Bianchi Ed.Sovera



“Se la pura essenza dell’amore è come il sole in un cielo senza nubi, questa luce chiara e luminosa brilla particolarmente all'inizio e alla fine dei rapporti. 
All'inizio di un innamoramento siamo così sorpresi e deliziati dalla semplice bellezza della presenza di un’altra persona che il nostro cuore si apre del tutto.
Similmente quando un amico o una persona amata sta morendo tutte le questioni aperte svaniscono. Apprezziamo l’altro semplicemente per quello che è, per il solo fatto di essere stato con noi in questo mondo. L’amore puro e incondizionato traspare luminoso quando le persone mettono da parte se stesse, le proprie esigenze e i propri programmi e si aprono completamente l’una all'altra.
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L’amore assoluto, non è qualcosa che dobbiamo o possiamo inventare o fabbricare. E’ ciò che ci attraversa naturalmente quando ci apriamo del tutto ad un’altra persona, a noi stessi, alla vita.
La luce dell’amore incondizionato, perfetto, risveglia le potenzialità latenti aiutandole a maturare, fiorire, portare frutto; ricevere puro amore, attenzione e riconoscimento da un altro ci dà una grande beatitudine. Ci conferma nell’essere chi siamo e ci consente di dire sì a noi stessi.

Quando due persone si vedono e si apprezzano per quello che sono, condividono un momento di riconoscimento io-tu, questo ci aiuta a sapere e a sentire che noi siamo.

Ciò che dà maggiore sicurezza non è solo sentirsi amati, ma sentirsi amati per ciò che siamo, cioè nella nostra unica essenza.
 L’amore assoluto  è l’amore dell’essere.  
Il nostro essere è la presenza aperta e dinamica che siamo nel profondo, è ciò che proviamo quando ci sentiamo sistemati, fondati e in contatto con noi stessi.
Quando due persone si incontrano in questo tipo di presenza aperta, condividono  un momento perfetto di amore assoluto.
Ma ahimè l’essere umano non è ne la fonte ne la sede dell’amore assoluto. Anche se il cuore umano è un canale attraverso il quale l’amore si riversa nel mondo, questo canale è ostruito da detriti: sono quei modelli di comportamento difensivi e timorosi, strategie preventive.
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Quanto più due persone si aprono l’un l’altra, tanto più questo spalancarsi porta in superficie tutti gli ostacoli che si sovrappongono: le ferite più profonde e oscure, la disperazione e la diffidenza, i punti deboli emotivi più sensibili. 
Prima che possiamo diventare un canale sgombro da detriti in cui l’amore possa scorrere liberamente, i nostri traumi dovrebbero affiorare e mostrarsi. 
L’amore può operare come potere di guarigione solo su ciò che si mostra bisognoso di cura. 
Finchè la nostra ferita rimane nascosta, può solo peggiorare.

E’ un amore “relativo” che intesse una relazione imperfetta, incompleta, incostante. Diventa un gioco di luci e ombre, un perpetuo oscillare tra apertura e chiusura, cieli sereni e nuvole nere.

La nostra capacità di provare un sì di tutto cuore verso un’altra persona cambia con le mutevoli circostanze del momento.
Dipende da quanto ognuno di noi è capace di dare e di ricevere, dall'alchimia tra di noi, dai nostri limiti e dai nostri condizionamenti, dal punto in cui siamo arrivati nel nostro personale sviluppo, dalla nostra consapevolezza e flessibilità, dalla nostra capacità di comunicazione, dalla situazione in cui ci troviamo e persino dal fatto se abbiamo dormito bene la notte prima.

Amore Relativo  significa che dipendente dal tempo e dalle circostanze, non è incondizionato.

L’amore relativo segue un flusso dinamico, sale e scende, cambia forma e intensità.
E l’amore umano è sempre un amore relativo.
Possiamo sperimentare momenti in cui ci sentiamo un tutt’uno con l’altro. Ma ciò può avvenire soltanto quando mettiamo in contatto essere con essere, perché a livello del puro essere e della pura apertura siamo una cosa sola. 
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L’amore relativo invece è uno scambio che avviene a livello di forma, persona con persona. Ognuno di noi ha il suo particolare carattere e un modo di schiudersi diverso da tutti gli altri.
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Questo è il motivo per cui le relazioni tra due persone sono sempre instabili: trovano un terreno comune e poi se lo vedono scivolare sotto i piedi poiché le loro differenze le conducono in direzioni diverse.

Mentre cercano di incontrarsi nel momento presente, vengono scagliate in giro da ondate mutevoli di ricordi, aspettative e traumi del passato. 
Questa tensione presente tra unicità e duplicità, unione e separazione, freschi momenti di scoperta e vecchie associazioni rende inevitabilmente l’amore relativo malfermo e instabile.

Si tratta di un problema solo quando ci aspettiamo che le cose vadano diversamente, quando immaginiamo che l’amore debba manifestarsi come una condizione fissa. 

Questo tipo di aspettativa ci impedisce di apprezzare il dono particolare che l’amore relativo ha da offrire: l’intimità personale.
L’intimità, cioè la condivisione di ciò che siamo pur mantenendo la nostra diversità, può esistere solo tra due persone che si incontrano come due esseri unici e diversi. 

Se si conta su una stabile sintonia con un’altra persona, ci si predispone a frustrazione, delusione  e dolore perché è una condizione impossibile.
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Trasferire il desiderio di un amore perfetto sull’altro è la formula perfetta dell’inevitabile tracollo.
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Se un rapporto non avesse alti e bassi, non sarebbe un rapporto vitale, ma un luogo di stagnazione e di schiavitù.
Se riusciamo a riconoscere questi alti e bassi come inevitabili avvallamenti dell'onda dell'amore relativo, allora non capirsi ed essere lontani può immediatamente diventare un trampolino per capirsi ed essere in contatto di nuovo.
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L'amore umano e relativo è imperfetto e temporaneo come qualsiasi altra cosa sulla terra."

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